|
1 giunio 2010 Di fronte alla serie di suicidi che si sono verificati fra le sue impiegate e i suoi impiegati, il gigante dell’elettronica Foxconn reagisce promettendo un aumento salariale. Sacrificio Quaresimale e Pane per tutti, che dal 2007 si impegnano a favore di condizioni di lavoro dignitose nel settore informatico con la campagna High Tech – No Rights?, ritengono che ciò non sia sufficiente. Le violazioni dei diritti fondamentali del lavoro continuano. Apple e altre marche di computer sono invitate a intervenire.
L’ondata di suicidi in atto presso il primo fornitore al mondo di componenti per computer fa riflettere : dall’inizio dell’anno dieci impiegate/impiegati della Foxconn Technology Group a Shenzhen, in Cina, si sono suicidati. Già nel 2009 Pane per tutti e Sacrificio Quaresimale avevano informato l’opinione pubblica su un suicidio avvenuto presso la Foxconn. Il giovane in questione era stato accusato di aver rubato un prototipo dell’iPhone 4G della Apple. Apple è uno dei principali clienti della Foxconn. Le impiegate e gli impiegati, pressati sul tempo, assemblano iPhones, iPads e altri prodotti.
La risposta della società taiwanese proprietaria della Foxconn ai recenti suicidi non è soltanto vaga, ma del tutto inappropriata. Invitati da Foxconn, alcuni monaci buddisti si sono recati in fabbrica e le impiegate e gli impiegati sono stati obbligati a firmare un documento in cui si impegnavano a non fare del male né a se stessi, né ad altre colleghe/altri colleghi di lavoro. Sembra inoltre che Foxconn abbia promesso un aumento salariale alla manodopera.
Per Sacrificio Quaresimale e Pane per tutti queste misure prese da Foxconn sono solo fumo negli occhi. Lo sfruttamento delle lavoratrici e dei lavoratori in Estremo Oriente continua nell’ambito della produzione mondiale di computer. Tale situazione non cambierà fino a quando le impiegate e gli impiegati non conosceranno i loro diritti, le organizzazioni non governative continueranno a non essere ammesse negli stabilimenti e alcun meccanismo di denuncia interna o esterna alla fabbrica non sarà introdotto. Sacrificio Quaresimale e Pane per tutti esigono meccanismi di comunicazione chiari, trasparenti e indipendenti fra la manodopera e la direzione della fabbrica.
Nell’ambito della campagna High Tech – No Rights ?, lanciata nel 2007, le due organizzazioni di cooperazione internazionale si impegnano a favore di condizioni di lavoro degne nelle fabbriche di computer. Sacrificio Quaresimale e Pane per tutti sanno per esperienza che questo stato di cose si può cambiare. In collaborazione con l’ONG SACOM, partner cinese di entrambe, per la prima volta hanno organizzato una formazione sui diritti delle lavoratrici e dei lavoratori con la direzione e la manodopera di due fabbriche di fornitori di componenti elettronici cinesi.
Le reazioni delle grosse marche di computer e della Electronic Industry Citizenship Coalition (EICC) in merito a questi tragici eventi sono insufficienti. L’EICC si dice sconvolto e prevede di creare un gruppo di lavoro incaricato di analizzare questi casi in Cina. La cosa più importante tuttavia è di coinvolgere e rendere partecipi le impiegate e gli impiegati, come pure organizzazioni indipendenti.
_________________________________________________
26 aprile 2010 Dal 24 marzo 2010 Zurigo è tenuta ad acquistare per il suo fabbisogno solo merci prodotte nel rispetto di standard sociali equi. A seguito della direttiva di cui si è dotata la Città, non sarà più possibile far capo a materiale fabbricato in situazioni in cui l’aspetto sociale è trascurato o vilipeso. Il che significa che i fornitori di merci provenienti dall’estero devono adempiere le condizioni minime sancite dall’Organizzazione internazionale del Lavoro. L’attuazione della nuova direttiva intitolata “Richtlinie soziale Nachhaltigkeit” avviene attraverso tre strumenti: le nuove condizioni generali, un codice di condotta per i partner contrattuali della città e una auto dichiarazione delle ditte fornitrici. Per merci problematiche, come i computer, sarà possibile aggiungere requisiti supplementari.
Qui il link della pagina web della Città di Zurigo, relativa alla politica di acquisti pubblici.
_________________________________________________
23 settembre 2009 Nel 2007 Sacrificio Quaresimale e Pane per tutti, con la loro campagna High Tech – No Rights?, avevano denunciato le precarie condizioni di lavoro nelle fabbriche dei fornitori di componenti per computer in Asia. Grazie anche a migliaia di firme raccolte tra la popolazione svizzera, le due organizzazioni avevano intavolato un dialogo con le cinque maggiori marche del mercato elvetico affinché alle lavoratrici e ai lavoratori fossero garantiti i diritti fondamentali previsti dalle convenzioni internazionali sul lavoro. Solo Hewlett Packard (HP) si era detta disposta a sostenere un progetto pilota in Cina in collaborazione con l’organizzazione SACOM (Studente & Scholars Against Corporate Misbehaviour). Grazie al sostegno di due organizzazioni non governative indipendenti è stato realizzato presso i fornitori di HP, Chicony Electronics e Delta Electronics un programma formativo per lavoratrici e lavoratori e per il management. In particolare presso Chiconey Electronics il processo così messo in atto ha avuto riscontri positivi. Grazie a una hotline anonima è stato possibile dare spazio alla denuncia di situazioni precarie, come la mancata retribuzione di ore straordinarie o lo stato deplorevole in cui si trovano i servizi igienici dei dormitori che alloggiano le maestranze, a lungo taciute dai dipendenti. Confrontata con queste critiche Chiconey Electronics ha preso diverse misure per risolvere i problemi emersi. Quanto accaduto invece presso la Delta Electronics, dimostra che rimane ancora molto da fare. In corso di programma molti obiettivi iniziali sono stati cancellati. Così l’unica formazione di cui hanno potuto approfittare impiegati e management prevedeva dei seminari sul diritto del lavoro in Cina e sul codice etico di condotta di HP. Il progetto ha dimostrato che con maestranze informate ed emancipate e con un management dovutamente formato il clima di lavoro migliora nettamente e che ha conseguenze essenziali sulle condizioni di lavoro stesse. Ci auguriamo che altre marche di computer muovano passi decisi in questa direzione.
mappetta stampa»
_________________________________________________
20 settembre 2009 Sacrifico Quaresimale e Pane per tutti organizzano in collaborazione con la Communauté d’Intérêt Ecologie et Marché Suisse CIEM e della Fair Wear Foundation un seminario sulle politiche d’acquisto sostenibili. Il seminario si tiene a Losanna ed è dedicato al personale dell’amministrazione pubblica elvetica a tutti i livelli, dell’industria privata e di istituzioni della società civile. L’obiettivo è fornire informazioni ed esempi di buona pratica per quanto riguarda i criteri d’acquisto sostenibili. Qui trovate il programma dettagliato e il tagliando d’iscrizione.
_________________________________________________
8 luglio 2009 Due anni fa SOMO aveva reso noto in uno studio che nelle fabbriche filippine di componenti di computer sia i diritti del lavoro che i codici di condotta erano sistematicamente violati. Allora furono fatte delle promesse da parte dei proprietari di queste fabbriche. Un nuovo resoconto di SOMO e makelTfair dimostra invece che nulla è stato intrapreso.
L’istituto olandese di ricerche sul lavoro SOMO e il Philippine Workers’ Assistance Center (WAC) nel 2006 hanno realizzato le interviste con proprietari e impiegati delle fabbriche. Una parte dei fatti emersi è confluito nella campagna High Tech – No Rights? Malgrado che da allora le regole interne siano diventate più severe e che alcune marche di computer abbiano verificato con audits le condizioni di lavoro nelle fabbriche dei loro fornitori, le condizioni di lavoro della manodopera rimangono pessime.
A detta di SOMO le cause sono le seguenti: - le marche di computer trascurano nelle loro regole e nei loro codici di condotta le cause delle cattive condizioni di lavoro, come salari adeguati e il diritto per le maestranze di organizzarsi sindacalmente
- la maggior parte delle marche di computer non sono trasparenti nel rendere conto degli audits realizzati o in misure adottate per migliorare la situazione nelle fabbriche dei loro fornitori. Inoltre le misure realizzate sono superficiali, coinvolgono solo i fornitori senza il coinvolgimento di sindacati e altre organizzazioni locali.
- Una continua pressione sui prezzi che è in netto contrasto con la pretesa di veder realizzare condizioni di lavoro migliori.
La responsabilità dell’applicazione di codici di condotta anche presso i propri fornitori risiede nelle marche di computer. È quindi indispensabile che esse si impegnino maggiormente nel fornire i presupposti ai loro fornitori, nel realizzare audits e migliorare il sistema di controllo e nel coinvolgere ONG locali e sindacati.
_________________________________________________
15 luglio 2008 Il 26 giugno scorso Acer ha informati di aver fatto proprio l’Electronic Industry Code of Conduct (l’EICC è il codice di condotta dell’industria elettronica). Nel 2007 a margine della campagna High Tech – No rights?, la ditta di Taiwan aveva promesso che avrebbe adottato un codice di condotta. Ora ha mantenuto la promessa; Sacrificio Quaresimale e Pane per tutti se ne rallegrano. Con l’adozione dell’EICC, Acer si impegna ad adattare i suoi processi produttivi a questo codice di condotta. In esso è specificato che entra nelle responsabilità della ditta stessa rendere effettiva l’applicazione del codice anche presso i suoi principali fornitori. Inoltre la marca di computer accetta di riferire regolarmente sui suoi progressi in ambito sociale ed ecologico. Il che non significa che Acer debba limitarsi a parlare degli aspetti positivi della sua attività, bensì che deve riferire delle sua politiche sociali ed ecologiche in modo parziale e completo e con regolarità. Acer aveva ammesso che le condizioni di lavoro nella produzione di PC sono deprecabili e ha reagito di conseguenza. Si tratta di un primo e importante passo. Aspettiamo i prossimi. www.eicc.info
_________________________________________________
9 luglio 2008 A poche settimane di distanza dalla pubblicazione del nuovo studio di Sacrificio Quaresimale e Pane per tutti sulle condizioni di lavoro nelle fabbriche di componenti per computer del sud della Cina, la ditta Fujitsu Siemens ha pubblicato su internet la lista di tutti i suoi fornitori. Per una marca come questa, che ha completamente delegato la propria responsabilità sociale ai fornitori, senza però occuparsi delle loro prassi, si tratta di un avvenimento pressoché irrilevante. Anche un alto grado di trasparenza non esime alcuna ditta dall’assumersi le proprie responsabilità, sia al Sud che al Nord. In ben altra situazione si trovano Hewlett Packard, Dell, Acer o Apple che si assumono la responsabilità per le condizione di lavoro (pur sempre in maniera ancora incompleta e con pratiche differenti tra di loro) di chi è impiegato nelle fabbriche di fornitori in Cina e altrove nel mondo. »lista dei fornitori di Fujitsu Siemens
_________________________________________________
Presentata una mozione
Il 22.7.2007 la consigliera nazionale Vreni Müller-Hemmi (PS, ZH) ha presentato insieme a 25 cofirmatari una mozione che incarica il Consiglio federale di esigere standard sociali ed ecologici per gli acquisti pubblici nel settore informatico. Secondo la mozione, i criteri dovrebbero venir osservati dalle ditte fornitrici in tutte le fasi della produzione. Gli standard dovrebbero corrispondere almeno a quelli dell’Electronic Industry Code of Conduct (EICC). Il loro rispetto andrebbe verificato da parte di società di revisione accreditate.
La motivazione della mozione cita espressamente la campagna ecumenica di Pane per tutti e Sacrificio Quaresimale, nel corso della quale migliaia di persone hanno fatto appello ai grandi gruppi dell’industria elettronica affinché si assumano la loro responsabilità sociale e introducano miglioramenti. Le marche sono esortate a garantire condizioni di lavoro dignitose per tutte le fasi di produzione dei computer, come prescritto negli accordi di base dell’Organizzazione internazionale del lavoro (OIL). Quale acquirente importante di impianti informatici, anche la Confederazione è chiamata a vegliare affinché i fornitori e i prestatori di servizi osservino standard sociali ed ecologici, il cui rispetto sia verificato da società esterne indipendenti con la collaborazione di tutti gli stakeholder.
«Standard sociali ed ecologici per gli acquisti pubblici nel settore informatico» Mozione 07.3540 del 22 giugno 2007. _________________________________________________
Per maggiori informazioni vi invitiamo a consultare il sito in francese o quello in tedesco.
|